Ogni anno, la sera del 14 agosto, vigilia dell'Assunta, Sassari vive la sua festa più sentita: la Discesa dei Candelieri, che in sassarese si chiama Faradda di li Candareri. Per chi soggiorna nel nord-ovest dell'isola a Ferragosto è un'esperienza che vale da sola il viaggio: una città intera che scende in strada, tamburi che rimbombano tra i palazzi, grandi colonne di legno che danzano sopra la folla.
Dalla villa, il capoluogo è a circa 18 chilometri, più o meno 25 minuti di strada. Si può trascorrere la giornata al mare e poi, nel tardo pomeriggio, spostarsi in città per la festa.
Un voto che dura da secoli
La Faradda è prima di tutto un voto. Secondo la tradizione, nel Cinquecento la città fu colpita da una terribile pestilenza che cessò proprio a metà agosto, per intercessione della Vergine: da allora Sassari rinnova ogni anno la sua promessa all'Assunta. Le radici della festa sono però ancora più antiche e portano a Pisa, dove fin dal Duecento era consuetudine offrire la cera alla Madonna in processione. Con il tempo i ceri votivi, custoditi in tabernacoli di legno, si trasformarono in grandi colonne lignee: i candelieri che vediamo oggi.
Il legame con la storia è così profondo che dal 2013 la festa è riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, all'interno della rete delle grandi macchine a spalla italiane, insieme alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo, alla Festa dei Gigli di Nola e alla Varia di Palmi.
I gremi e i loro candelieri
Protagonisti della Faradda sono i gremi, le antiche associazioni di arti e mestieri della città. Ogni gremio ha il suo candeliere, che viene adornato con fiori, ghirlande e bandiere. Tra i gremi ci sono quelli dei Massai, cioè gli agricoltori, dei Viandanti, degli Ortolani, dei Sarti, dei Muratori e dei Calzolai: nomi che raccontano la Sassari dei secoli passati, fatta di campagne, botteghe e commerci.
I candelieri vengono portati a spalla dai portatori, e non si limitano a sfilare. Al ritmo dei tamburi, e per alcuni gremi anche del piffero, compiono numerose evoluzioni lungo il tragitto: oscillano tra la folla, girano su se stessi, cambiano direzione all'improvviso. È la danza dei candelieri, il momento che più emoziona chi guarda e che rende ogni passaggio diverso dall'altro.
La discesa, passo dopo passo
La processione parte da piazza Castello e scende attraverso il centro storico fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Comincia nel tardo pomeriggio e procede lentamente, tra soste, danze e applausi, fino a notte fonda. Uno dei momenti simbolici è il passaggio davanti alla sede del Comune: qui il gremio dei Massai scambia la propria bandiera con il gonfalone della città, e sindaco e gremianti si salutano con il tradizionale augurio a zent'anni, cioè a cent'anni.
L'arrivo alla chiesa di Santa Maria di Betlem, dopo ore di cammino, è il momento in cui il voto si compie. Anche chi assiste per la prima volta percepisce che non si tratta di uno spettacolo per turisti, ma di un rito che la città sente profondamente suo.
Ferragosto tra festa e relax
La Discesa dei Candelieri si vive meglio senza fretta. Una possibile giornata: mattinata in spiaggia, per esempio a Platamona, a circa 11 chilometri dalla villa; pausa nelle ore più calde al fresco delle camere climatizzate; poi, nel tardo pomeriggio, partenza per Sassari. Il programma dettagliato, il percorso e gli orari della processione vengono comunicati di anno in anno: consultate i canali ufficiali del Comune di Sassari e del sito dedicato alla Discesa dei Candelieri prima di partire.
Al rientro, a notte inoltrata, la villa vi accoglie nel silenzio della campagna di Sorso. Il giardino, il patio con le sdraio e il cielo d'agosto sopra il golfo dell'Asinara sono il modo migliore per chiudere una delle serate più intense dell'estate sarda.
Ferragosto tra festa e quiete
Mare al mattino, Candelieri la sera e poi il rientro alla villa, a circa 25 minuti da Sassari, nel silenzio della campagna di Sorso.